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Scritto da
avv. Luca Zerella
il 3 mag 2010 archiviato in
Diritto delle obbligazioni.
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Risolvendo il contrasto giurisprudenziale sorto in seno alle sezioni semplici, le sezioni unite con la sentenza n. 7930/2008 hanno recentemente statuito che nel caso di promessa di vendita (preliminare), quando le parti convengono la consegna del bene prima della stipula del contratto definitivo di vendita, non si verifica una anticipazione degli effetti traslativi della vendita.
La pronuncia trae spunto dalla vicenda relativa ad un contratto preliminare ad effetti c.d. anticipati, stipulato nel 1968, al quale non era seguita la stipulazione di alcun contratto definitivo e dove il promissario acquirente chiedeva che fosse accertato l’acquisto della proprietà per usucapione.
Secondo la Corte, la situazione di disponibilità del bene in favore del promissario acquirente deve qualificarsi in termini di detenzione e non possesso, con la conseguenza che detta disponibilità non è utile ai fini dell’usucapione (salvo la prova dell’intervenuta interversio possessionis nei modi previsti dall’art. 1141 c.c.). Secondo il giudice di legittimità infatti, con la stipula del preliminare, il promissario acquirente gode della disponibilità del bene fondata su un comodato funzionalmente collegato al contratto preliminare. Questa è quindi, secondo la Corte, la disciplina da applicarsi alla prassi giuridica sviluppatasi nel settore immobiliare in materia di preliminari di vendita.
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