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Scritto da il 2 feb 2011 archiviato in Diritto Bancario, Diritto dei consumatori, Diritto penale. Puoi seguire i commenti di questo articolo tramite il Feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento in basso oppure effettuare un trackback dal tuo sito

Crisi Economica mondiale e Class Action contro la Truffa del “Rating”

Nel mio precedente articolo “Il pericolo usura nei contratti derivati di Borsa” ponevo l’interrogativo su come possa essere accaduta una crisi economico-finanziaria di portata mondiale, tale da stravolgere il sistema. Ebbene, una delle risposte più autorevoli è in un articolo pubblicato su Wired (Aprile 2009) da Felix Solomon (blogger dal ’99, autore del blog finanziario “Market Movers Portfolio.com“). In estrema sintesi la causa di tutti i mali si può riassumere in una parola: Quant. Non ha nulla a che vedere con l’inventrice della minigonna degli anni sessanta, anche se in “mutande” ci sono finiti in tanti ! Quant indica l’Analista Finanziario: al soldo delle Banche, di Wall Street et similia.
Uno di questi Analisti era un cinese che lavorava (come avrà fatto un cinese della Repubblica Popolare Cinese, nemica giurata del Dollaro, a non destare sospetti nell’America Post Reaganiana resta un mistero irrisolto) a Wall Street ed ha elaborato una formula (una “funzione di copula gaussiana“, troppo complessa per essere trattata in questa pagina) di matematica finanziaria usata da tutti i Traders della Finanza, che ha reso possibile la vendita di enormi quantità di nuovi titoli, tra i quali i famigerati “derivati”.
La parola chiave dell’intera crisi economica mondiale è “Correlazione”: si indica con tale termine il modo in cui gli eventi più disparati sono correlati, appunto, tra di loro, fornendo un indice, nel caso di obbligazioni, titoli etc., del rischio connaturato agli stessi.  Il Cinese, tale David X. Li (ormai ha fatto ritorno in Cina ed è inavvicinabile  e protetto dallo Stato Cinese) ha fornito con la sua formula agli operatori finanziari la “certezza” del “rischio” insito in qualsivoglia operazione finanziaria, dando un “prezzo” alla “Correlazione d’insolvenza”, instaurando un “modello” che non teneva conto dei dati storici di una possibile insolvenza di un fenomeno economico (i prezzi delle case, la mortalità di alcuni soggetti etc.).

Il Cinese utilizzò esclusivamente i dati di mercato sul prezzo di strumenti conosciuti come i “Credit default swap” che tradotto significa ” Scambio di Flusso sui rischi di credito” ! Cosa sono? Semplice: sono le assicurazioni che i creditori hanno sui debitori e che possono essere vendute separatamente nel mercato dei “derivati”. In pratica se un investitore decide di finanziare qualcuno lo può fare o direttamente acquistando un’obbligazione emessa, per esempio, dalla Impresa che vuole essere finanziata oppure vende un “Credit default swap” sul mercato dei derivati (Vi ricordate le “call options” e le “put options” ?) che sono appunto le assicurazioni contro quegli stessi debitori nel caso diventassero insolventi. Ma il mercato dei CDS è illimitato a differenza delle obbigazioni e cresce in modo esponenziale. E così le CDS divennero un mercato enorme e più “liquido” rispetto al mercato delle obbligazioni, titoli sui quali erano basati questi “derivati”. Se il prezzo della CDS si alza significa che è alto il rischio dell’insolvenza dell’obbligazione sottostante, o meglio del debitore che ha emesso l’obbligazione. E a sua volta l’obbligazione rappresenta un Impresa, un’attività, una merce: qualcosa di tangibile e reale. Che ha pensato il Cinese ? Invece di stare a controllare caso per caso i dati storici, reali, del mercato sottostante e dell’eventuale rischio di insolvenza dell’Imprenditore e così via, mettiamo a confronto, in “Correlazione” i prezzi del marcato dei CDS ! Geniale e diabolico ! Se un CDS su una Impresa agraria si muove sullo stesso piano di un CDS di un’altra Impresa agraria significa che c’è una forte correlazione d’insolvenza tra le due Imprese: si assegna un “prezzo” al rischio di insolvenza e così sia. Il mondo reale non esiste più: solo scommesse sul futuro che divengono un’ inconsistente valutazione del presente e  parametro fittizio di valutazione del reale. Le Società di analisi finanziaria (Agenzie di rating) iniziarono a stilare valutazioni a “tripla A” su situazioni inesistenti nel reale: nel momento in cui i crediti furono “cartolarizzati”  miliardi di dollari, di euro e così via passavano di mano in mano, da banca a banca, da banca a privati, con la creazione sempre di nuovi Crediti, tramite i “derivati”, “benedetti” dalla Agenzie di Rating che si basavano sulla formula cinese. L’avidità degli operatori della Finanza mondiale ha letteralmente truffato milioni di persone: le perdite agli altri (magari clienti di Fondi d’investimento), i guadagni a chi ha messo sul mercato la “spazzatura”.  L’illusione della “Formula Cinese” è stata quella di far credere che la “Correlazione” fosse una “costante” mentre invece era qualcosa di instabile, come avevano avvertito economisti ed analisti onesti e non “corrotti” dall’avidità del sistema. E i risultati si sono visti. I mutui al 110% anche a giovani precari ora sono sulle spalle del sistema reale: e il precario e la sua giovane sposa non hanno più il “loro nido d’amore”, pignorato da quella stessa banca che gli ha prestato soldi speculando contemporaneamente sul mercato dei “derivati”… e sulle loro vite, in termini reali.
Tutto quanto sopra descritto merita una considerazione legale: chiunque abbia avuto a che fare con simili contratti di Borsa o direttamente o tramite Fondi comuni d’investimento o mutui per acquisto case può far analizzare, alla luce di quanto sopra scritto, il suo rapporto finanziario con i vari Istituti e promuovere azioni legali per usura, truffa (art. 640 c.p.) e risarcimenti danni conseguenti. Una causa che andrebbe fatta sarebbe da valutare di farla proprio nei confronti delle Agenzie di Rating. In Italia, dato che non c’è più da molto tempo la c.d. “pregiudiziale penale” (cioè l’obbligo prima di ottenere una sentenza penale e poi la possibilità di adire il Giudice Civile) si può intraprendere direttamente un’azione civile. Nel caso più cittadini siano state vittime di simili “artifizi e raggiri” possono valutare una Class Action che non necessariamente deve passare tramite le c.d. Associazioni di Consumatori, ma può benissimo essere intrapresa da singoli studi legali, con i propri “periti”. E le cause si possono instaurare come competenza qui in  Italia, così citando dinanzi al Giudice Italiano i “colossi” stranieri, responsabili dei danni arrecati al sistema e ai singoli.
L’importante è affidarsi ad esperti che cerchino prima di fare Giustizia e poi pensino (anche) alle loro (sacrosante) parcelle.  Fate valere i vostri diritti, non abbiate paura.

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2 commenti for “Crisi Economica mondiale e Class Action contro la Truffa del “Rating””

  1. wally bonvicini scrive:

    ottimo articolo!peccato che non si possano leggere su quotidiani che consentano ad un maggior numero di consumatori di accedere a queste notizie.C’e'ancora una parte enorme della popolazioen che non utilizza internet oppure lo fa solo per giocare e non per documentarsi.
    se l’autore e’d'accordo vorrei pubblicare l’articolo su di un giornale locale(Parma).ogni settimaan pubblichiamo articoli che possano essere utili alla gente,soprattuto contro le banche.Scriviamo sull’anatocismo,la commisisone di massimo scoperto,il tasso soglia e l’usura che e’presente nella quasi totalita’dei conti corrente!

  2. admin scrive:

    @ wally bonvicini:
    Certo puoi farlo tranquillamente, purchè rispetti il tema del sito :)
    Puoi iscriverti qui e leggere la guida su come inserire gli articoli. http://iusitalia.com/27/guida-iusitalia.html

    In caso trovi difficoltà mi può contattare a questo indirizzo info@iusitalia.com
    A presto

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